Congestione della rete elettrica: cause, conseguenze e strategie

La congestione della rete elettrica rappresenta una sfida per l’Italia nel contesto della transizione energetica. Affrontare questo problema richiede un approccio integrato che combini investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e politiche di gestione della domanda

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congestione della rete elettrica

di Jan-Christoph Pakusa* | Negli anni a venire aziende e famiglie italiane continueranno a subire disagi a causa della congestione della rete elettrica.

L’aumento della domanda di elettricità, insieme alla rapida espansione delle fonti rinnovabili, ha messo sotto pressione infatti l’infrastruttura esistente, evidenziando la necessità di interventi significativi, da parte di istituzioni e imprese, per garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico nazionale.

La transizione energetica è in atto

L’Italia sta vivendo una transizione energetica che comporta l’integrazione di una quota crescente di energie rinnovabili e la congestione della rete rappresenta una conseguenza indesiderata.

Questa trasformazione, sebbene positiva per l’ambiente, ha introdotto infatti nuove sfide per la rete elettrica. La sostituzione delle centrali termoelettriche con impianti rinnovabili ha ridotto ad esempio l’inerzia del sistema, rendendo la rete più vulnerabile a fluttuazioni e instabilità. Sempre più aziende e famiglie investono poi in nuove tecnologie come pannelli solari, pompe di calore e punti di ricarica per auto elettriche, e ciò causa sovraccarichi alla rete elettrica, in molti casi obsoleta. Il problema è aggravato dai picchi di utilizzo di energia da parte dell’utente finale, ad esempio legati all’utilizzo degli elettrodomestici al rientro a casa la sera. La crescita delle rinnovabili non è stata accompagnata da un adeguato sviluppo dell’infrastruttura di rete, e ciò ha portato a congestioni e limitazioni nella capacità di trasmissione.

Ecco perché nei prossimi anni l’attenzione si concentrerà soprattutto sul potenziamento della capacità della rete elettrica, perseguito attraverso investimenti in cavi, linee ad alta tensione e stazioni elettriche. L’espansione in questo senso sta procedendo lentamente a causa delle attuali procedure burocratiche che prevedono coinvolgimento dei residenti locali, autorizzazioni e processi di pianificazione degli spazi. Basti pensare che la costruzione di una stazione ad alta tensione e delle relative connessioni richiede attualmente tra gli otto e i dieci anni.

Altri motivi che rallentano l’espansione includono la carenza di personale qualificato e il problema delle emissioni di azoto. Molte reti elettriche non sono adatte a sostenere la domanda attuale: l’integrazione delle fonti energetiche decentralizzate e la crescente congestione della rete rallenteranno le ambizioni di sostenibilità per organizzazioni e privati.

Le conseguenze della congestione della rete elettrica

I produttori di rinnovabili dovranno fronteggiare la criticità dovuta al fatto che la produzione da queste fonti spesso supera la domanda, creando difficoltà nella gestione dell’energia in eccesso.

Ciò che succede è che parchi solari o eolici non possano essere collegati alla rete poiché viene prodotta troppa energia e questo porta anche a ritardi nell’edilizia abitativa. Per le imprese esiste, inoltre, una chiara difficoltà spesso a ottenere nuovi allacciamenti elettrici e ciò può rallentare progetti industriali e residenziali, influenzando negativamente l’economia. La gestione delle congestioni richiede spesso interventi costosi, come il ricorso al dispacciamento di emergenza, e ciò si riflette sulle bollette dei consumatori, privati o aziende che siano. Si prevede che famiglie e aziende, inoltre, possano riscontrare interruzioni nei dispositivi e, in alcuni casi, blackout sempre più estesi.

Strategie e soluzioni per la congestione della rete

Guardando alla situazione nazionale e alle strategie e soluzioni in atto per mitigare la congestione della rete elettrica, sono in corso diverse iniziative.

• Piani di sviluppo della rete | Terna, il gestore della rete di trasmissione, ha presentato il Piano di Sviluppo 2023, che prevede oltre 21 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni per potenziare e modernizzare l’infrastruttura elettrica nazionale.

• Investimenti nelle reti di distribuzione | Enel, attraverso E-Distribuzione, ha pianificato investimenti significativi per migliorare la qualità, la resilienza e la digitalizzazione delle reti di distribuzione, con un focus sulle nuove connessioni e sull’integrazione delle rinnovabili.

• Uso intelligente dell’energia | L’uso distribuito e intelligente dell’energia contribuisce alla soluzione riducendo i picchi di domanda. Esistono dispositivi intelligenti che consentono di caricare l’auto elettrica quando c’è il sole o quando la rete ha capacità disponibile. È possibile anche caricare le auto elettriche più lentamente e far funzionare le pompe di calore a potenza ridotta durante i momenti di maggiore utilizzo, evitando così sovraccarichi. Un’altra opzione è utilizzare dispositivi ad alto consumo uno alla volta, invece che contemporaneamente.

• Sviluppo di energy hub | Gli energy hub sono sistemi energetici locali e decentralizzati, ad esempio per aree industriali o quartieri. In un energy hub, diverse fonti e consumatori di energia si coordinano. I partecipanti sincronizzano produzione, stoccaggio e consumo energetico. Essi consentono a sviluppatori e operatori di parchi solari ed eolici di creare connessioni dirette con altri produttori di energia rinnovabile e con grandi consumatori aziendali, alleggerendo così il carico sulla rete.

* Jan-Christoph Pakusa, Product Manager Power Supplies – T&M di Reichelt Elektronik

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